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Dieci anni di secondary ticketing: evoluzione e sfide nell’industria dei concerti in Italia

Un'analisi approfondita dei cambiamenti e delle sfide che ha affrontato l'industria dei concerti in Italia a dieci anni dall'emergere del fenomeno del secondary ticketing.

In Breve

Cosa è il secondary ticketing?
Il secondary ticketing è la rivendita di biglietti per eventi, spesso a prezzi superiori rispetto a quelli originali.
Quali sono le normative italiane sul secondary ticketing?
Le normative prevedono l'imposizione del biglietto nominale per eventi con oltre 5.000 spettatori e sanzioni per pratiche scorrette.
Come è cambiato il mercato dei concerti negli ultimi dieci anni?
Il mercato ha visto un aumento del numero di spettacoli e della spesa del pubblico, con un incremento significativo dei prezzi dei biglietti.

A dieci anni dall’emergere del fenomeno del secondary ticketing, l’industria dei concerti in Italia ha subito significative trasformazioni normative, strutturali ed economiche. Nonostante ciò, il mercato secondario continua a resistere e a prosperare.

Nel 2016, la questione del secondary ticketing ha portato all’apertura di un’indagine da parte della Procura di Milano, conclusasi nel 2019 con un’assoluzione per «perché il fatto non sussiste», in mancanza di un quadro normativo chiaro. Tuttavia, il legislatore ha successivamente introdotto misure attraverso le Manovre del 2017 e del 2018, e più recentemente con il Decreto Bollette. Queste normative prevedono l’imposizione del biglietto nominale per eventi con oltre 5.000 spettatori, attribuendo all’Agcom, in collaborazione con la Guardia di Finanza, funzioni di vigilanza e contrasto, comprese sanzioni e la facoltà di oscurare siti web. Inoltre, le piattaforme di ticketing ufficiali sono obbligate a creare portali per la rivendita legale dei biglietti.

Su scala internazionale, il contrasto al secondary ticketing è stato anticipato dal Bots Act statunitense del 2016 e si è inserito nel 2019 tra le pratiche commerciali scorrette nell’Unione Europea. Nel Regno Unito, il dibattito legislativo è ancora in corso.

Il mercato dei concerti in Italia si è polarizzato attorno a due grandi operatori multinazionali: Live Nation con Ticketmaster e Cts Eventim con Ticketone, affiancati da agenzie indipendenti e promoter locali. Questa competizione ha portato a ingenti investimenti in venue e produzioni, con l’obiettivo di attrarre il cosiddetto «superfan».

Negli ultimi dieci anni, il prezzo medio dei biglietti è aumentato da 25,68 euro nel 2016 a 45,55 euro nel 2026. La normativa fiscale italiana (D.M. 13 luglio 2000) limita l’adozione del biglietto dinamico, favorendo l’introduzione di fasce di prezzo diverse, come pit e VIP experience.

L’offerta live ha visto un notevole incremento: nel 2016 si sono svolti 39.763 spettacoli, con 13,1 milioni di presenze e un volume d’affari di oltre 415 milioni di euro. Nel 2025, gli spettacoli sono stati quasi 68.000, con 31,5 milioni di spettatori e una spesa del pubblico che ha raggiunto 1,16 miliardi di euro, un livello record. Il 2026 sembra promettere ulteriori segnali di crescita.

Nonostante il quadro normativo e le azioni sanzionatorie, che includono multe da parte dell’Agcom per decine di milioni, i portali secondari continuano a offrire biglietti per eventi esauriti, spesso a prezzi molto superiori rispetto al mercato primario. Alcuni esempi mostrano quotazioni che superano le centinaia di euro per artisti molto richiesti.

I promoter del settore hanno opinioni divergenti: secondo Bruno Sconocchia di Assoconcerti, il fenomeno del secondary ticketing è diminuito, ma rimane un problema per i grandi eventi. Carlo Parodi di Assomusica, al contrario, ritiene che il biglietto nominale sia inefficace e suggerisce di considerare l’introduzione di un reato penale per il secondary ticketing. Inoltre, i «no show» — stimati tra il 2 e il 7% — possono contribuire all’afflusso di biglietti nel mercato secondario.

Consumatori e associazioni richiedono maggiore trasparenza da parte dei promoter riguardo alla capienza, al numero di biglietti disponibili e alle quote riservate. Chiedono anche controlli più rigorosi da parte delle piattaforme contro i bot e sistemi di tracciamento del ciclo di vita del biglietto.

Infine, alcuni operatori del settore sottolineano la responsabilità degli artisti e dei grandi gruppi internazionali nel definire il modello di prezzo e distribuzione dei biglietti, prevedendo che i cambiamenti nel breve periodo possano risultare complessi.

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Redazione Energia24Notizie.

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