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Aumento dei detriti spaziali: il rapporto 2026 dell’Agenzia Spaziale Europea mette in luce le sfide della sostenibilità orbitale

Il rapporto 2026 dell'Agenzia Spaziale Europea evidenzia un incremento allarmante dei detriti spaziali e una crescente difficoltà nella gestione della sostenibilità orbitale.

In Breve

Qual è il principale problema evidenziato dal rapporto 2026 dell'ESA?
Il rapporto evidenzia un aumento dei detriti spaziali e una crescente difficoltà nella gestione della sostenibilità orbitale.
Quante operazioni di lancio sono state effettuate nel 2025?
Nel 2025 sono state effettuate oltre 300 operazioni di lancio.
Cosa prevede la strategia Zero Debris dell'ESA?
La strategia Zero Debris mira ad azzerare la produzione di nuovi detriti spaziali entro il 2030.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha recentemente pubblicato l’edizione 2026 dello Space Environment Report, un documento che analizza i dati consolidati fino alla fine del 2025. Questo rapporto mette in evidenza un preoccupante incremento delle attività spaziali e un deterioramento degli indicatori di sostenibilità orbitale.

La crescita è principalmente attribuibile all’espansione delle costellazioni satellitari commerciali e all’uso di lanci multipli. Nel 2025, sono state effettuate oltre 300 operazioni di lancio, immettendo in orbita più di 4.000 nuovi carichi utili, con una media di circa dieci nuovi satelliti al giorno. Tuttavia, questo aumento del traffico spaziale ha portato a un incremento dei rientri nell’atmosfera, con oltre tre oggetti intatti che rientrano ogni giorno, tra veicoli spaziali dismessi e stadi di vettori.

Il rapporto sottolinea come l’aumento della congestione orbitale e le variazioni di altitudine delle megacostellazioni stiano incrementando il rischio di collisioni. Inoltre, viene introdotta una stima del rischio di vittime a terra derivante da rientri incontrollati, che, sebbene rimanga contenuto, mostra una tendenza crescente.

Le proiezioni a lungo termine indicano una rapida crescita della popolazione di frammenti e satelliti non operativi, a causa dell’effetto Kessler. I modelli previsionali, valutati su un orizzonte ridotto da 200 a 100 anni, evidenziano un aumento critico del numero di oggetti e degli impatti. Il Space Environment Health Index, che misura lo stress complessivo dell’ambiente spaziale rispetto allo scenario di sostenibilità del 2014, è passato da circa 4 a 50 in un solo anno.

Le misure preventive adottate fino ad ora, come la riduzione dei tempi di stazionamento in orbita bassa da 25 a 5 anni, non sono considerate sufficienti senza interventi di rimozione attiva dei rifiuti spaziali. In risposta a questa crisi, l’ESA ha delineato la strategia Zero Debris, con l’obiettivo di azzerare la produzione di nuovi detriti entro il 2030. Inoltre, è stata avviata la missione dimostrativa ClearSpace-1, progettata per la cattura e lo smaltimento dei detriti, e si stanno sviluppando tecnologie di servitaggio in orbita per rifornimento, manutenzione e riuso, nell’ambito di un’economia circolare dello spazio.

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Redazione Energia24Notizie.

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