Innovazione

La Crescita dei Robot Fisici: Sfide e Opportunità per le Infrastrutture Dati

L'aumento dei robot autonomi e dei droni presenta nuove sfide per le reti di comunicazione e la gestione dei dati.

In Breve

Qual è la previsione per la flotta di droni entro il 2029?
La flotta commerciale di droni è prevista crescere a circa 1,18 milioni di velivoli.
Cosa genera la diffusione dei robot autonomi?
Genera grandi volumi di dati e nuovi vincoli alle reti di comunicazione.
Qual è una delle sfide principali per le reti di comunicazione?
La necessità di gestire picchi di traffico durante ricariche e manutenzioni dei robot.

Negli ultimi anni, la diffusione di macchine autonome in vari settori, dalle città alle industrie, ha generato un incremento esponenziale dei dati prodotti. Secondo stime della Federal Aviation Administration, la flotta commerciale di droni passerà da circa 966.000 velivoli a fine 2024 a circa 1,18 milioni entro il 2029. Parallelamente, nel 2024 si prevedono circa 4,66 milioni di robot industriali nel mondo, con 500.000 unità installate solo nell’anno in corso.

Ogni veicolo autonomo o robot produce una vasta gamma di dati, tra cui immagini, letture dei sensori, telemetria e log operativi. Al contempo, necessitano di ricevere aggiornamenti, mappe e istruzioni dalla rete. Nei depositi e nei punti di servizio, i robot si trasformano in veri e propri hub di dati, con picchi di traffico quando arrivano per ricarica o manutenzione. Tuttavia, se il caricamento e lo scaricamento dei dati richiedono più tempo delle operazioni di ricarica, questo può creare colli di bottiglia operativi.

Un fenomeno preoccupante è la persistenza di metodi obsoleti per il trasferimento di dati. Nel 2026, si segnala che il modo più veloce per trasferire grandi quantità di informazioni rimane, in alcuni casi, l’uso di dischi rigidi trasportati fisicamente da una persona.

Le analisi recenti mostrano una crescita massiccia del traffico generato da dispositivi non umani. A giugno, le macchine hanno superato il 57% del traffico web globale, e si prevede che questo trend continui a crescere in modo esponenziale nei prossimi anni. Modelli di apprendimento condiviso indicano che le competenze apprese da un robot possono essere trasferite “zero-shot” su piattaforme diverse, trasformando l’esperienza locale in un patrimonio condiviso.

Per affrontare la crescente domanda di connettività, si propongono diverse soluzioni infrastrutturali. Sebbene la fibra ottica rimanga fondamentale, non sempre è praticabile. Le comunicazioni ottiche wireless, ad esempio, possono offrire capacità paragonabili alla fibra, fino a 20 Gbps su distanze di 20 km, e possono essere installate rapidamente su pali o edifici. Tuttavia, questi sistemi presentano limiti legati alla visibilità e alle condizioni meteorologiche, e pertanto devono essere integrati con percorsi RF progettati per garantire alta disponibilità.

Infine, l’evoluzione tecnologica verso sistemi a beam steering solid-state e fotonica su silicio promette di ridurre dimensioni e costi, ma la sfida principale rimane di natura infrastrutturale. Le reti non solo devono fornire energia, ma anche garantire un’esperienza ottimale per i robot, supportando così la scalabilità operativa delle flotte autonome.

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Redazione Energia24Notizie.

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