In Breve
- Qual è la posizione di Elly Schlein riguardo alle primarie?
- Elly Schlein insiste sulla necessità di tenere primarie per la scelta della leadership nel PD.
- Quali sono le preoccupazioni all'interno del PD?
- C'è timore che un confronto diretto con Giuseppe Conte possa generare più divisioni che consensi.
- Chi sono i possibili candidati terzi per la leadership?
- Tra i nomi circolanti ci sono Giorgio Gori, Nicola Zingaretti, e Pier Luigi Bersani.
Elly Schlein, attuale segretaria del Partito Democratico (PD), si mostra irremovibile sulla necessità di tenere primarie per la scelta della leadership. In un clima di crescente tensione all’interno del partito, molti temono che un confronto diretto con Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle (M5S), possa generare più divisioni che consensi.
La segreteria del PD ha adottato una posizione chiara: «O si fanno le primarie o avanza chi ottiene più voti». Tuttavia, nel cerchio di Conte, si esclude l’idea che la leadership possa passare automaticamente al partito che riceve un voto in più. Anche all’interno del M5S, la linea sulle primarie rimane ferma, con il rischio di un confronto diretto che potrebbe rivelarsi dannoso.
Tra le varie proposte per evitare uno scontro diretto, alcune si sono rivelate poco convincenti. Roberto Speranza ha suggerito, in un tono quasi provocatorio, di considerare una figura simbolica come un neo diciottenne o un anziano partigiano, un’idea che ha suscitato più ironie che consensi. Questa proposta sembra riflettere le tensioni interne legate ai correnti del partito, in particolare a quelle di Dario Franceschini e Andrea Orlando.
In contrasto, Lia Quartapelle ha difeso l’importanza dei gazebo, definendo «dannosissima» l’idea di evitarli e rilanciando la formula del doppio turno. Stefano Bonaccini, un altro esponente di spicco del PD, ha spostato l’attenzione sul metodo, sostenendo che prima si dovrebbe scrivere un programma e solo successivamente si dovrebbe procedere ai gazebo. «In tutte le democrazie del mondo, il primo partito esprime la leadership», ha aggiunto Bonaccini, sottolineando l’urgenza di unire le forze per evitare il ritorno del centrodestra dopo le prossime elezioni.
Tra i nomi di possibili candidati terzi che circolano, figurano Giorgio Gori, Nicola Zingaretti, Silvia Salis, Gaetano Manfredi, Antonio Decaro e Pier Luigi Bersani. Tuttavia, al momento, nessuna candidatura sembra in grado di chiudere la partita. Prima di procedere al voto tra gli iscritti, è fondamentale costruire un terreno di confronto. Riccardo Magi ha chiesto di aprire rapidamente un tavolo sui punti programmatici essenziali, a partire dalla politica estera, per evitare primarie «dilanianti e divisive».
Una prima opportunità per il confronto potrebbe aprirsi dopo l’appuntamento nazionale del M5S, previsto per il 19 e 20 settembre. Fino a inizio ottobre, con ogni probabilità, le carte resteranno coperte, lasciando il futuro del PD avvolto nell’incertezza.
