In Breve
- Di cosa parla 'Cyberselfish'?
- 'Cyberselfish' analizza l'influenza del techno-libertarismo nella Silicon Valley e le sue conseguenze sociali e politiche.
- Chi è l'autrice del libro?
- L'autrice è Paulina Borsook, che ha pubblicato il libro nel 2000.
- Quali sono le critiche principali di Borsook?
- Borsook critica il modello d'impresa orientato al profitto e l'assenza di riconoscimento del ruolo dello Stato nella tecnologia.
Il libro Cyberselfish di Paulina Borsook, originariamente pubblicato nel 2000 e da tempo fuori stampa, è tornato in libreria grazie a una nuova edizione pubblicata da Tin House. Questa ristampa include una nuova introduzione di Gil Durán e una nota dell’autrice sulla riscoperta dell’opera, mantenendo intatto il testo originale.
Concepito come un «quasi travelogue», Cyberselfish offre un’analisi approfondita della diffusione del techno-libertarismo nella cultura della Silicon Valley. Borsook descrive questo orientamento come un insieme di convinzioni fortemente anti-regolatorie, incapace di riconoscere il ruolo fondamentale dello Stato nella creazione delle condizioni tecnologiche e ambientali.
All’interno della Valley, l’autrice distingue tra diverse culture, definendole come «Ravers» e «Gilders». Sottolinea la coesistenza di correnti culturalmente liberali e di una classe dirigente più conservatrice. Secondo Borsook, il fenomeno non è emerso come un’unica deriva, ma si è consolidato nel tempo, con una svolta significativa avvenuta dopo l’IPO di Netscape e l’ingresso massiccio della finanza nel settore tecnologico.
Nel suo libro, Borsook cita esempi di aziende come Airbnb e Uber, che hanno contrastato regolazioni locali, denunciando un modello d’impresa orientato al profitto finanziario piuttosto che all’innovazione sociale. Questo approccio ha avuto effetti negativi su comunità e mercato abitativo, evidenziando le conseguenze di una visione ristretta del progresso tecnologico.
Un altro tema centrale dell’opera è la crescita dell’intelligenza artificiale. Borsook esprime scetticismo nei confronti di questa tecnologia, definendola una «perfetta» espressione del mindset techno-libertario e avvertendo che potrebbe trasformarsi in un grande schema Ponzi se non soggetta a vincoli. Critica anche le aziende che si presentano come liberatrici, ignorando il contributo pubblico alla ricerca e all’ambiente.
La recente riscoperta di Cyberselfish è stata favorita da segnali come l’aumento dei prezzi delle copie usate e l’interesse accademico, con l’editore che ha richiesto all’autrice di non apportare modifiche al testo originale. Riguardo al futuro del settore tecnologico, Borsook si mostra scettica: pur riconoscendo il desiderio e la competenza tra giovani professionisti non allineati alle tesi techno-libertarie, segnala la concentrazione di capitali sull’AI e la difficoltà di finanziare progetti alternativi. Tuttavia, auspica che possano emergere percorsi di finanziamento o spin-off orientati a una tecnologia «appropriata».
