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Calo del Trasporto Ferroviario Merci in Italia: Un Settore in Crisi

Il trasporto ferroviario merci in Italia continua a subire una flessione preoccupante, con richieste di sostegno da parte delle imprese.

In Breve

Qual è il calo del trasporto ferroviario merci in Italia nel primo semestre 2026?
Il calo è dell'8,1% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Quali sono le cause principali di questo calo?
Le cause principali sono le interruzioni della rete per lavori di potenziamento infrastrutturale.
Cosa chiedono le imprese per affrontare la crisi?
Le imprese chiedono un piano di rilancio e misure di sostegno adeguate.

Il trasporto ferroviario merci in Italia sta attraversando un periodo di crisi. Secondo i dati forniti da Fermerci, l’associazione che rappresenta oltre l’80% delle compagnie cargo attive nel Paese, nel primo semestre del 2026 si è registrata una contrazione dell’8,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una perdita di oltre due milioni di treni/km.

Questa flessione segue un 2025 già negativo, che aveva visto una riduzione del 3,5% rispetto al 2024, segnando il terzo calo annuale consecutivo. Gli operatori del settore non vedono segnali di ripresa nel breve e medio termine. Se il trend negativo dovesse continuare, Fermerci stima che il 2026 potrebbe chiudersi con una perdita complessiva di oltre 4 milioni di treni/km, portando i volumi a circa 45 milioni di treni/km, ai livelli del 2015. Rispetto ai 53,8 milioni registrati nel 2021, la flessione complessiva in cinque anni sarebbe di circa 9 milioni di treni/km.

Le associazioni di categoria indicano che la principale causa di questa contrazione è da attribuire alle numerose interruzioni della rete ferroviaria, dovute ai lavori di potenziamento infrastrutturale finanziati dal Pnrr. Questi interventi, sebbene necessari per migliorare la capacità e le prestazioni della rete, stanno causando deviazioni lunghe e un aumento dei costi di produzione, impattando negativamente sull’operatività delle imprese ferroviarie merci.

Clemente Carta, presidente di Fermerci, ha espresso preoccupazione: «Il timore degli operatori è che, al termine dei lavori, l’Italia avrà una rete ferroviaria più moderna, ma un settore merci drasticamente ridimensionato, non in grado di sostenere gli obiettivi industriali e ambientali del Paese e dell’Europa. Il settore dovrebbe invece essere al centro del sistema logistico».

Inoltre, Fermerci segnala che le imprese non stanno ricevendo misure di sostegno adeguate. Carta ha dichiarato: «Nonostante i proclami, le imprese continuano a non ricevere misure di sostegno adeguate: incentivi sottodimensionati, strumenti definanziati anche per investimenti già avviati e complessità burocratiche che ostacolano l’attuazione».

Le richieste avanzate dalle associazioni includono un piano pluriennale di rilancio per accompagnare le imprese, la proroga e il rifinanziamento di misure in scadenza (come il Ferrobonus e il contributo nazionale per le tecnologie ERTMS), e la rapida attuazione degli strumenti previsti. È fondamentale, secondo Fermerci, che vengano stabiliti criteri di erogazione dei contributi più certi e rapidi, per tutelare la liquidità delle imprese e garantire l’efficacia degli incentivi.

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Redazione Energia24Notizie.

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