In Breve
- Qual è l'obiettivo del piano casa dell'Emilia-Romagna?
- Riqualificare 5.000 alloggi di edilizia pubblica in cinque anni.
- Come è finanziato il piano casa?
- Con 50 milioni di euro regionali, 50 milioni dal FESR e un mutuo BEI di 200 milioni.
- A chi è destinato il piano?
- A nuclei familiari con ISEE tra 8.000 e 35.000 euro.
La Regione Emilia-Romagna ha lanciato un piano casa da 300 milioni di euro, destinato a riqualificare e costruire 5.000 alloggi di edilizia pubblica nel corso dei prossimi cinque anni. Questo progetto ambizioso si propone di affrontare le crescenti esigenze abitative, in particolare per le famiglie con redditi medio-bassi.
Il piano è finanziato attraverso una combinazione di risorse: 50 milioni di euro da fondi regionali, ulteriori 50 milioni provenienti dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) e un mutuo della Banca europea per gli investimenti (BEI) che ammonta a 200 milioni di euro, con una durata di trent’anni. I lavori inizieranno a settembre, subito dopo la firma delle convenzioni con i comuni, e le prime assegnazioni di case ristrutturate sono previste tra la fine dell’anno e l’inizio di gennaio.
Il piano si rivolge a nuclei familiari con un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) compreso tra 8.000 e 35.000 euro. È previsto che la spesa per l’affitto non superi il 20% del reddito netto, con un canone medio stimato di circa 350 euro al mese per appartamenti di 70 metri quadrati. La Regione si occuperà dei lavori di ristrutturazione, mentre i comuni cederanno i diritti sui canoni di affitto per un periodo di 30 anni.
Gli alloggi ristrutturati, attualmente classificati come edilizia residenziale pubblica (Erp), saranno convertiti in edilizia residenziale sociale (Ers), destinata a famiglie che non soddisfano i requisiti per l’accesso alle case popolari ma che non possono permettersi affitti di mercato. Recentemente, i comuni hanno ricevuto un invito a manifestare interesse per interventi su alloggi Erp con costi di ristrutturazione superiori a 25.000 euro, immobili che necessitano di riqualificazione energetica e aree o edifici da rigenerare, come ex uffici o scuole dismesse.
Le manifestazioni di interesse hanno portato a risultati significativi, con oltre 200 richieste da comuni come Reggio Emilia e Ferrara, contribuendo alla creazione di una banca dati regionale degli alloggi pubblici non affittati. Tuttavia, nonostante le ingenti risorse disponibili, la dotazione attuale non è sufficiente a soddisfare tutte le richieste, spingendo la Regione a pubblicare un secondo bando per verificare il reale interesse delle famiglie a prendere in affitto gli alloggi ristrutturati.
Le opere di ristrutturazione inizieranno solo dopo il versamento di una caparra da parte dei futuri inquilini. A settembre, si prevede l’avvio dei lavori su 1.100 immobili ex-Erp già assegnati a inquilini, mentre la seconda fase del piano sarà dedicata alla costruzione di nuove case popolari (Ers), coinvolgendo investitori privati e integrando il piano casa nazionale con l’intervento di Invimit per la valorizzazione del patrimonio pubblico. A livello nazionale, è stato inoltre annunciato un bando da 700 milioni di euro, con la ripartizione regionale ancora da definire.
