In Breve
- Qual è stato l'incremento del fatturato della manifattura italiana nei primi quattro mesi del 2026?
- Il fatturato è cresciuto del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
- Quali settori hanno registrato i migliori risultati nella manifattura italiana?
- I settori migliori sono stati meccanica, elettrotecnica, elettronica, metallurgia e farmaceutica.
- Qual è la principale preoccupazione delle imprese italiane secondo l'analisi di Prometeia?
- La principale preoccupazione è l'evoluzione dei prezzi e la possibile ricaduta lungo la filiera.
Nei primi quattro mesi del 2026, la manifattura italiana ha mostrato segnali positivi, con un fatturato in crescita del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al netto dell’effetto prezzi, il dato deflazionato ha registrato un incremento dell’1,1%.
La produzione ha evidenziato un progresso dell’1,4% nel trimestre marzo-maggio su base annua, con una sostanziale stabilità nei primi cinque mesi (+0,8%). Questo andamento si allinea a quello della Francia, risultando più favorevole rispetto alla Germania, dove si è registrato un calo del 3,4%.
La crescita della manifattura è stata sostenuta da una ripresa degli investimenti in macchinari e tecnologie, insieme a una pianificazione più accurata delle scorte lungo le filiere. Questi fattori hanno contribuito ad attenuare gli effetti della scarsità e dei rincari delle materie prime, nonostante le discontinuità negli approvvigionamenti dovute al conflitto in Iran e alla chiusura dello stretto di Hormuz.
Dal punto di vista dell’export, i beni italiani hanno visto un aumento del 3,1% a valori correnti e del 2,2% a prezzi costanti nei primi quattro mesi. Questo incremento è stato trainato in particolare dal settore farmaceutico e dalla domanda proveniente dagli Stati Uniti, nonostante le sfide rappresentate dai dazi, dalla crescente concorrenza dei produttori cinesi e dalle tensioni geopolitiche.
I settori che hanno registrato i migliori risultati includono quelli legati ai beni d’investimento, come meccanica, elettrotecnica ed elettronica, insieme a metallurgia e farmaceutica. Al contrario, i comparti più esposti ai rincari energetici, come trasporti e alimentare, hanno mostrato segni di calo.
Tuttavia, il clima di fiducia tra le imprese è in peggioramento. Le principali preoccupazioni riguardano l’evoluzione dei prezzi e le possibili ricadute lungo la filiera fino ai consumatori, in un contesto di domanda debole. Alessandra Lanza, senior partner di Prometeia, ha sottolineato che le transizioni ambientale e digitale continuano a sostenere la domanda, in particolare su mercati innovativi come quello statunitense. Ha anche evidenziato come alcuni macrotrend demografici favoriscano settori specifici, come la farmaceutica.
L’analisi di Prometeia conclude che il livello dei prezzi è destinato a salire e che le tensioni inflazionistiche potrebbero diventare più evidenti nei prossimi trimestri. Ciò comporta il rischio di una contrazione della domanda, che richiederà politiche strutturali per aumentare i salari.
