Imprese

Investimenti nel Settore Fieristico: L’Italia Resta in Osservazione

Il settore fieristico italiano mostra resilienza ma resta ai margini degli investimenti internazionali. Scopri le sfide e le opportunità per il futuro.

In Breve

Quali sono le recenti tendenze negli investimenti fieristici?
Negli ultimi mesi, il settore ha visto un incremento significativo degli investimenti, con transazioni da miliardi di dollari.
Come sta rispondendo l'Italia a questi cambiamenti?
L'Italia rimane ai margini, nonostante una crescita del fatturato delle imprese fieristiche.
Quali sono le sfide per il settore fieristico italiano?
Il settore deve affrontare la necessità di innovazione e investimenti per rimanere competitivo.

Negli ultimi mesi, il settore fieristico ha visto un significativo incremento degli investimenti da parte della finanza internazionale. Quattro dei dieci maggiori gruppi del settore sono stati venduti in un arco di otto settimane, tra maggio e giugno, con transazioni che hanno coinvolto i britannici CloserStill e Hyve, e gli americani Group Emerald e Questex. Queste operazioni, valutate tra 1,5 e 1,8 miliardi di dollari, rappresentano alcune delle più grandi transazioni di private equity mai registrate nell’industria fieristica.

Tuttavia, l’Italia sembra rimanere ai margini di questi sviluppi. Nonostante il sistema fieristico italiano abbia dimostrato una notevole resilienza dopo la crisi causata dalla pandemia di Covid-19, con una crescita che ha continuato nei primi sei mesi del 2026, il comparto è ancora lontano dall’attrarre investimenti significativi. Secondo i dati di Prometeia-Aefi, il fatturato delle imprese fieristiche italiane ha raggiunto i 2,1 miliardi di euro nel 2025, segnando un incremento del 10% rispetto all’anno precedente e un aumento del 35% rispetto al 2019, al netto dell’inflazione.

Un fattore chiave per la crescita del settore è l’adozione di tecnologie innovative, in particolare l’intelligenza artificiale, che sta contribuendo a potenziare i servizi e stimolare la domanda per eventi dal vivo. Tuttavia, il modello fieristico italiano è caratterizzato da una forte presenza di quartieri fieristici e associazioni industriali che privilegiano la promozione del territorio e delle imprese locali. Questa struttura rende difficile l’apertura a capitali esteri e la cessione di quote di controllo a investitori stranieri.

Con la crescente necessità di investimenti per rinnovare e ripensare gli spazi espositivi, si rende urgente un approccio che contempli format ibridi e eventi non solo B2B, ma anche consumer, spettacoli, congressi e competizioni sportive. Tra le soluzioni proposte per mantenere la competitività, si evidenziano la creazione di partnership internazionali per esportare format consolidati e la gestione delle venue anche durante la bassa stagione.

Inoltre, si sta discutendo un possibile ripensamento della governance del settore fieristico, con l’idea di separare la proprietà delle infrastrutture, da mantenere pubblica, dalla gestione privata degli eventi. Ciò potrebbe aiutare a preservare il controllo sulle manifestazioni di riferimento globale, evitando che operatori esteri acquisiscano il controllo su intere filiere produttive italiane. È stata avanzata l’idea di una forma di golden power per limitare le quote di controllo superiori al 51% da parte di investitori stranieri.

In conclusione, il settore fieristico italiano si trova in una fase cruciale, caratterizzata da una crescente concentrazione e richiesta di capitali. Per affrontare le sfide future, sarà fondamentale adottare scelte strategiche di apertura e aggregazione, nonché strumenti di tutela per preservare le manifestazioni e le infrastrutture strategiche del paese.

redazione

Redazione Energia24Notizie.

Tutti gli articoli dell’autore