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Mutui in Italia: rincari fino a 540 euro all’anno per i nuovi contratti

I nuovi contratti di mutuo in Italia mostrano un rincaro medio di 540 euro all'anno, a causa dell'aumento dei tassi di interesse.

In Breve

Qual è l'aumento medio per i nuovi contratti di mutuo?
L'aumento medio è di 540 euro all'anno.
Quali sono le cause del rincaro dei mutui?
Le cause includono l'aumento dei tassi di interesse e delle pressioni inflazionistiche.
Come influiscono i tassi sui mutui a lungo termine?
I tassi di interesse sono previsti in rialzo, aumentando i costi per i mutuatari.

Il mercato dei mutui in Italia sta affrontando un cambiamento significativo, con un rincaro medio che può arrivare fino a 540 euro all’anno per i nuovi contratti. Una simulazione condotta su 300 rate evidenzia come chi stipula un mutuo da 130.000 euro con una durata di 25 anni a ottobre si trovi a dover sostenere un costo complessivo notevolmente superiore rispetto a chi ha acceso il mutuo a febbraio. La differenza complessiva può raggiungere quasi 13.500 euro nell’arco dei 25 anni.

Il confronto analizza due mutui con lo stesso importo e durata, applicando un mix delle scelte contrattuali dei mutuatari italiani, dove l’85% opta per un tasso fisso e il 15% per un tasso variabile. L’esborso totale stimato per un mutuo medio stipulato a febbraio è di 187.765 euro, mentre per quello acceso a ottobre si attesta a 196.865 euro, con una differenza di 9.100 euro sulle 300 rate. Se i tassi fossero rimasti ai livelli di febbraio, l’esborso sarebbe stato di circa 183.376 euro, ovvero 13.489 euro in meno rispetto al mutuo di ottobre.

Questa situazione è principalmente attribuibile all’aumento dell’Irs, il tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, e dell’Euribor, utilizzato per quelli variabili. Inoltre, il rialzo dei tassi ufficiali della Banca centrale europea, avvenuto il 10 settembre con un incremento di 25 punti base, ha ulteriormente aggravato la situazione. Attualmente, il tasso sui depositi è al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. La Banca centrale ha giustificato questa stretta monetaria come risposta alle pressioni inflazionistiche derivanti dal conflitto in Medio Oriente.

Analizzando i tassi, per il segmento a tasso fisso il miglior tasso medio è passato dal 2,982% di febbraio al 3,49% previsto per ottobre. Questo comporta un aumento della rata da 615 a circa 650 euro, con un incremento complessivo di 10.457 euro, pari a circa 418 euro all’anno. Per il tasso variabile, il tasso è calcolato come somma di uno spread dello 0,60% e della media tra l’Euribor a uno e a tre mesi, passando dal 2,58% di febbraio (rata 589 euro) al 3,24% di ottobre (rata 632 euro, +43 euro). Fino a settembre, la somma delle differenze tra i due periodi è di 160 euro; il tasso variabile supera quello fisso solo a partire da settembre.

Per una previsione a lungo termine, la simulazione utilizza la curva dei future sull’Euribor disponibile a metà settembre, prevedendo un aumento del tasso variabile al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036, con una rata che raggiungerebbe circa 679 euro e poi 695 euro. In questo scenario, il mutuo variabile stipulato a febbraio comporterebbe un esborso di 205.825 euro, mentre quello di ottobre salirebbe a 207.239 euro, con un incremento di 1.414 euro. Se i tassi fossero rimasti invariati, l’extra-costo sul variabile arriverebbe a 30.673 euro, ovvero 1.227 euro all’anno. L’aumento si concentra soprattutto nella prima parte dell’ammortamento, quando il capitale residuo è più elevato.

Roberto Anedda, responsabile dell’analisi dei mercati finanziari, ha commentato: «Tutti gli scenari a medio termine stimano tassi di interesse in rialzo. Le tensioni sul mercato energetico sono elevate e questo porterà ad un aumento dei costi». Anedda avverte che questi extracosti possono trasformarsi in migliaia di euro lungo la vita del mutuo, in un contesto in cui le famiglie italiane non hanno ancora assorbito i picchi dell’inflazione del 2022-2023. Questa situazione potrebbe riflettersi in una contrazione delle erogazioni, con le compravendite di abitazioni che hanno già mostrato una prima frenata nel secondo trimestre del 2026. Per valutare compiutamente l’impatto dei tassi sul mercato immobiliare, sarà necessario attendere le statistiche di fine anno.

Oltre ai mutui, la simulazione prevede ulteriori extra-costi per una famiglia media nell’autunno 2026: spesa per carburante +324 euro (consumo familiare ipotizzato di 1.000 litri all’anno), bolletta elettrica +114 euro (consumo annuo di 2.187 kWh) e bolletta del gas +180 euro (consumo annuo di 678 Smc). Questi aumenti si sommano a una situazione economica già difficile per molte famiglie italiane.

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Redazione Energia24Notizie.

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